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Civilians Under Siege
Hebrew People in the Face of Terror

 

 

Tradotto da google traduttore

Ieri Israele è stato vittima di un attacco terroristico ingiustificato. Non è stato un attacco contro i soldati ma contro civili, donne, bambini, anziani e altri per causare danni al maggior numero possibile di israeliani ed ebrei. Ne abbiamo fornito una breve descrizione nel video allegato.

 


Quando il profeta Giona si trovò in mezzo a un mare in tempesta, i marinai della nave gli chiesero a quale nazione appartenesse, e la sua risposta fu semplice, con solo due parole: "Sono un uomo ebreo". I saggi di Israele spiegano che poiché temiamo Colui che ha creato il mondo, non ci è permesso fare del male agli altri ma dobbiamo invece aumentare la vita!


In due parole impariamo la natura del popolo ebraico, in contrasto con quei selvaggi che erroneamente credevano che fossimo deboli e divisi. Scopriranno l'unità e la forza del popolo ebraico (ebrea). Poiché crediamo in un solo Dio, restiamo uniti contro il nostro nemico!


Cosa puoi fare per aiutare?

Due semplici cose:

Innanzitutto, diffondi questo messaggio nella tua lingua tra i tuoi amici. Il popolo ebraico detiene la chiave per un mondo unito in cui la pace e l’onore siano tra i popoli e le nazioni, un mondo di armonia e dignità.

In secondo luogo, puoi fornire sostegno finanziario e contribuire a diffondere questo messaggio.


Possa Dio mandare benedizioni a Israele e a tutti coloro che stanno con noi.


Concludiamo con una piccola preghiera:

"Colui che porta la pace nei Suoi cieli, porti la pace sul popolo d'Israele e sul mondo intero."

 


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A Bridge between Faiths
An Open Letter to Islam
[Part 1]

Rabbi Oury Cherki's "A Bridge between Faiths: An Open Letter to Islam, Part 1" delves into the intricate dynamics between Judaism and Islam post the 2023 Hamas attack on Israel. The piece probes the philosophical and legal facets of Islam's status in Jewish literature, uncovering points of unity and contention. Cherki scrutinizes Islam's potential for spiritual progress and calls for a nuanced understanding amid the unique historical context. The article accentuates the scarcity of literature exploring Judaism's stance on Islam, presenting itself as a contribution to fostering mutual comprehension.

Cherki elucidates the shared beliefs in monotheism, rejecting God's corporeality and idolatry, while acknowledging differences in their understanding. Notably, he highlights the significance of the Seven Noahide Laws, urging Islam to embrace them more unequivocally for enhanced cooperation. Judaism's recognition of Islam as a sister religion and the potential for collaboration are explored alongside historical perspectives, celebrating the initial affinity between the two faiths.

However, the article confronts substantial disagreements, including Islam's assertion of the nullification of the Mosaic Torah and claims of corruption by Jews. It underscores the necessity for Islam to acknowledge the eternal validity of the Torah and the divine promise of the Jewish return to their homeland. Cherki posits three prerequisites for Judaism to accept Islam as a legitimate religion for all, calling for recognition, abandonment of claims of corruption, and acknowledgment of the divine promise.

Concluding with a call for peace, Rabbi Oury Cherki sets the stage for Part 2, promising an exploration of Muhammad's status, Judaism's potential contributions to Islamic faith, and more. This open letter seeks to build a bridge between the believers in the One God, urging Islamic religious leadership to engage in dialogue on critical issues for future harmony.

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