«Brit Shalom» – una guida pratica dei precetti noachidi

CAPITOLO TRE. LA CONOSCENZA DI DIO (I PRECETTI SULL’IDOLATRIA)

Io sono il Signore Iddio tuo. (Esodo 20:2)
Il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno. (Deuteronomio 6:4)
Or dunque guardate, soltanto Io sono il Signore e non vi è altro con Me. (Deuteronomio 32:39)
Non avrai altri dei al Mio cospetto (Esodo 20:3)


  1. Credere nell’esistenza e nell’unicità di Dio è un’eredità della nazione d’Israele. La potenza di questa fede ha imposto, da sempre, ai membri della nazione d’Israele di persuadere l’intera umanità a non seguire altri dei.[1]
  2. Il fine della vita è conoscere Dio.[2] In questa conoscenza rientra anche il timore[3] e l’amore di Dio.[4] L’amore di Dio può comprendere, tra l’altro, anche una qualsiasi attività o istruzione il cui obbiettivo è di portare fede nei cuori delle persone.[5]
  3. Colui che ama Dio manifesta il proprio amore acquisendo conoscenza di Dio, e più grande è la conoscenza, più grande sarà l’amore. Pertanto, è bene che ogni persona acquisisca più saggezza possibile.[6]
  4. L’essere umano è destinato a servire soltanto il Creatore del mondo e nessun’altra entità.[7]
  5. Perciò la Torah comanda a ogni persona di non adorare alcun’altra divinità all’infuori di Dio. Ogni altro tipo di adorazione è proibito e viene chiamato adorazione di idoli oppure idolatria.[8]
  6. È proibito adorare un’altra entità mentre si adora Dio. Questa proibizione è chiamata “shituf” (i.e. condividere la sovranità con Dio) e include anche la dottrina cristiana che incoraggia l’adorazione di un uomo (i.e. Gesù) oltre a Dio.[9]
  7. I riti proibiti, ad eccezione di quelli eseguiti per adorare Dio, includono gli atti di prostrarsi, macellare degli animali, bruciare dei sacrifici o dell’incenso e offrire libagioni. Viene altrettanto proibita qualsiasi recitazione rituale che riconosce la signoria di un’altra entità (per esempio, la recitazione delle parole “tu sei il mio dio”). Tutte queste pratiche sono proibite e condannabili anche quando non sono eseguite abitualmente tra gli altri membri della religione a cui le suddette pratiche sono associate.[10]
  8. È altrettanto proibito pregare[11] qualsiasi entità diversa da Dio o compiere qualsiasi atto rituale – come ad esempio, danze rituali, indossare degli abiti speciali, o altre usanze – alla maniera degli idolatri. Anche questi atti proibiti sono passibili di punizione.[12]
  9. Tuttavia, anche se le forme ritualizzate di adorazione sono proibite di per sé, queste non sono soggette a condanna a meno che non siano collegate specificatamente all’adorazione di idoli. Tuttavia, riguardo il sacrificio di animali, l’offerta di incenso, la prostrazione e il versamento di libagioni, tali pratiche sono condannate anche quando non collegate all’adorazione di idoli.[13]
  10. Tutte le forme di idolatria soggette a condanna davanti a un Beit Din (Tribunale rabbinico) verranno punite anche dal Tribunale noachide.[14]
  11. La proibizione dell’idolatria include l’adorazione di qualsiasi potenza, sia essa spirituale che fisica, reale o soltanto frutto dell’immaginazione.[15]
  12. Tale proibizione comprende anche l’adorazione di un essere umano o di un’altra forza, in qualsiasi dei modi descritti sopra, e si applica anche se l’adoratore crede che tale essere umano o forza non sia stato creato, ma sia un creatore egli stesso.[16]
  13. Credere che un individuo o una nazione siano guidati da qualche forza, sia essa spirituale che fisica – che si trovi a un livello inferiore rispetto all’onnicomprensivo Creatore – non è proibito fintantoché non vi è adorazione collegata a tale credenza.[17]
  14. Chiunque crede che ci sia un dio che governa l’intero universo, all’infuori dell’Unico Creatore di tutto, è chiamato eretico (letteralmente, “negazionista della verità assoluta”).[18]
  15. Non è proibito ai Noachidi essere presenti o partecipare passivamente alle cerimonie idolatre.[19]
  16. Al Noachide che viene costretto a adorare degli idoli, o che potrebbe correre il rischio di essere messo in pericolo per essersi rifiutato di farlo, è consentito di parteciparvi[20], non essendo obbligato a sacrificare la propria vita per evitare l’idolatria.[21]
  17. È proibito incitare qualcuno a adorare degli idoli.[22]
  18. Chiunque profetizza nel nome dell’idolatria, e ordina alle persone di agire di conseguenza, trasgredisce i Precetti Noachidi.[23]
  19. È proibito erigere dei monumenti, piantare degli alberi o costruire degli edifici destinati all’idolatria, anche se l’esecutore non vi partecipa.[24]

Una condotta adeguata

Agli Ebrei sono proibite molte azioni collegate all’idolatria affinché essi se ne stiano lontano. Tali azioni non sono state esplicitamente proibite ai Noachidi. Pur tuttavia, ci sono delle linee guida, come quelle elencate di seguito, che è consigliabile seguire al massimo grado possibile.

  1. Evitare di leggere libri che trattino dell’idolatria.[25] Tuttavia, è opportuno che i saggi Noachidi che impartiscono istruzioni su questi argomenti leggano tali libri.[26]
  2. È bene astenersi dal lodare l’adorazione di idoli[27] e, a maggior ragione, dall’ornare una sua esposizione o dall’accendere candele in onore di essa o dal compiere azioni collegate a dette attività.[28] Tutto questo riguarda attività che non costituiscono esplicitamente idolatria. Invece, le azioni palesemente idolatre sono completamente proibite dai Precetti Noachidi.[29]
  3. È meglio evitare di tagliarsi i capelli e la barba alla maniera degli adoratori di idoli,[30] di farsi dei tatuaggi[31] o di sfregiarsi il corpo in qualunque modo, come essi fanno.[32] Inoltre, è meglio evitare di rasarsi la testa o farsi degli squarci sul corpo quando si è in lutto per i propri cari.[33] Se delle monete cadessero da una tasca a terra, in prossimità di un idolo che viene usato nelle pratiche idolatre, non ci si dovrebbe chinare per raccoglierle, ma ci si dovrebbe prima sedere, e poi raccoglierle.[34]
  4. È meglio evitare di mangiare del cibo e bere delle bevande utilizzate nei culti idolatri[35], nonché di mangiare dei frutti di un albero piantato dagli idolatri con l’intento di adorarlo.[36] È altrettanto consigliato di non trarre beneficio dall’oro e dall’argento utilizzato per rivestire oggetti impiegati nell’adorazione di idoli,[37] e nemmeno dalle ceneri rimaste dopo aver bruciato gli oggetti usati nei culti idolatri.[38]
  5. È proibito costruire, sia per sé stessi che per gli altri, degli idoli da adorare.[39] Non si deve possedere alcun oggetto impiegato nei culti idolatri.[40]
  6. Agli Ebrei è proibito creare delle sculture che configurino una forma umana completa, anche se le si crea soltanto per arredamento.[41] Ad ogni modo, non è vietato essere presenti in un luogo dove vi è una scultura esposta ai fini decorativi,[42] essendo addirittura permesso di esprimere il proprio parere al riguardo in quanto opera d’arte.[43]
  7. Agli Ebrei è proibito di predire il futuro attraverso la magia, modificare il corso della natura attraverso incantesimi, invocare gli spiriti dei defunti e comunicare con loro (spiritismo), o di praticare la stregoneria in qualsiasi forma.[44] La Torah definisce questo tipo di attività e simili un abominio al Signore.[45] Come è stato scritto: “Dovrai essere integro con il Signore tuo Dio.”[46] Anche per i Noachidi non è appropriato occuparsi di tali attività, nonostante ciò non sia proibito dai Precetti Noachidi.[47]
  8. È proibito agli Ebrei di volgersi all’idolatria o di esserne incuriositi, come pure di prendere in considerazione l’idea che ci sia qualcosa di reale in tutto ciò, e soffermarcisi con lo sguardo.[48]
  9. Nessuno dovrebbe giurare (prestare giuramento) nel nome di un idolo,[49] né costringere qualcun’altro a farlo.[50] Invece, colui che deve giurare in un tribunale lo deve fare nel nome di Dio[51] o in maniera generica, senza specificare nel nome di chi sia fatto il giuramento.[52]

[1]Vedi Vayikra Rabbah, Parashat Vayikra, Capitolo 6 (fine) עד והוא דייה

[2]Rambam, Shemonah Perakim (otto capitoli), Capitolo 5.

[3]Deuteronomio 10:20.

[4]Deuteronomio 6:5; vedi Mishneh Torah, Yesodei HaTorah 2:2.

[5]Sifrei Devarim, Parashat Va’etchanan, Paragrafo 32 (inizio).

[6]Mishneh Torah, Teshuva 10:6, Trattato (Mishnah) Avot 2:5.

[7]Mishneh Torah, Avodah Zarah, Capitolo 1.

[8]Esodo 20:4-5; Bavli Sanhedrin 56b; Mishneh Torah, Avodah Zarah 2:1; Mishneh Torah, Hilchot Melachim 9:1-2.

[9]Bavli Sanhedrin 63a; Semag (Sefer Mitzvot Gadol), Comandamento negativo 1; vedi Tosafot Bechorot 2b שמא ד״ה, che mostra una certa indulgenza verso il Cristianesimo secondo alcuni rabbini, Shulchan Aruch, Orach Chaim, Siman 156, il commento di Rama (Rabbi Moshe Isserles).

[10]Mishneh Torah, Avodah Zarah 3:3; Hilchot Melachim 9:2.

[11]Vedi Meiri, Sanhedrin 61b, העובד ד״ה; vedi Nefesh HaChaim, Porta 3, Capitolo 9 (fine).

[12]Mishneh Torah, Avodah Zarah 3:2; Hilchot Melachim 9:2.

[13]Ibid.; vedi Hasagat Hara’avad, Avodah Zarah 3:2, Tashbetz, Responsa, Parte 3, 215; Rashi, Avodah Zara 50b מקל שבר ד״ה; Tosafot ibid. 51a חייב ד״ה Avodah Zarah 3:4 sulle forme di idolatria.

[14]Mishneh Torah, Hilchot Melachim 9:2.

[15]Mishneh Torah, Avodah Zarah 2:1.

[16]Ibid.

[17]Vedi Rabbeinu Bachya, Commentario al Deuteronomio 31:16.

[18]Vedi il commentario al Mishneh Torah, Yesodei HaTorah 1:6, המעלה וכל ד״ה.

[19]I motivi per cui agli Ebrei viene proibita la partecipazione a queste cerimonie non sono rilevanti. Vedi Bavli Sanhedrin 74b; vedi Rav Ovadiah Yosef, Yabia Omer 2:10, Siman 11.

[20]Quando si è nel dubbio riguardo l’obbligo di salvare una vita (pikuach nefesh), tale vita deve essere salvata. La stessa regola si applica anche nel caso in cui una parte del corpo sia in pericolo. (Radbaz, Responsa, Parte 3, Siman Alef, 52 (627); tra gli Achronim (autorità rabbiniche successive), vi è chi sostiene, in seguito a una lettura accurata di Rambam nel suo Mishneh Torah, Hilchot Melachim 10:2, che l’indulgenza è consigliabile anche quando si tratta di perdite finanziarie (Be’er Miriam e Torat HaMelech, loc. cit.), mentre, altre opinioni disapprovano tale interpretazione (Minchat Chinuch, Mitzvah 296).

[21]Yerushalmi Shevi’it 4:2; Mishneh Torah, Hilchot Melachim 10:2; vedi questo tema in Sanhedrin 74b e ibid. il commentario di Ran (Rabbeinu Nissim); tuttavia, secondo Rambam in Sefer Milchamot HaShem, ibid. (la fine del capitolo), il Noachide è obbligato a sacrificare la propria vita piuttosto che adorare un idolo o compiere un atto sessuale illecito in pubblico (vale a dire, alla presenza di dieci Ebrei).

[22]Deuteronomio 13:7-12; Mishneh Torah, Avodah Zara 5:1, Hilchot Melachim 9:2; vedi Rabbi Chaim Shaul Dweck HaCohen, Pe’at HaSadeh, Volume 2, Sezione 3, Siman 6, Paragrafo 26.

[23]Mishneh Torah, Avodah Zarah 5:6-7, Hilchot Melachim 9:2.

[24]Mishneh Torah, Hilchot Melachim 9:2, Avodah Zarah 6:6-9.

[25]Levitico 19:4; Mishneh Torah, Avodah Zarah 2:2.

[26]Bavli Shabbat 75:1.

[27]Mishneh Torah, Avodah Zarah 10:4.

[28]Shulchan Aruch, Yoreh De’ah, Siman 139.

[29]Vedi Punto 9 sopra.

[30]Levitico 19:27; Mishneh Torah, Avodah Zarah 12:1, 7.

[31]Levitico 19:28; Mishneh Torah, ibid. 11.

[32]Deuteronomio 14:1; Mishneh Torah, ibid. 12-13.

[33]Deuteronomio ibid.; Mishneh Torah, ibid. 15.

[34]Mishneh Torah, Avodah Zarah 3:7.

[35]Bavli Avodah Zarah 51b; Mishneh Torah, Avodah Zarah 7:2; Sefer HaChinuch Mitzvah 111. Riguardo ai Noachidi, vi è chi sostiene che tutte le proibizioni di trarre beneficio dall’idolatria derivino dalla lettera della legge, non trattandosi soltanto di una questione di condotta appropriata. (Rambam sulla Avodah Zara 59b, הימנך כל לא ד״ה e Ran (Ranneinu Nissim) ibid. אשי רב אמר ד״ה.

[36]Mishneh Torah, Hilchot Melachim 9:2, Avodah Zarah 8:3.

[37]Deuteronomio 7:25.

[38]Shulchan Aruch, Yoreh De’ah. Siman 142:1.

[39]Levitico 19:4; Sifra, Kedoshim, Parasha Alef מסכה ואלוהי ד״ה; Mishneh Torah, Avodah Zarah 3:9.

[40]Mishneh Torah, Avodah Zarah 7:2.

[41]Esodo 20:4; Sefer Hachinuch, Mitzvah 39; Rambam nel Mishneh Torah, Hilchot Melachim 9:2, argomenta che, secondo la legge, questa proibizione si applica anche ai Noachidi; mentre, Chatam Sofer, in Responsa, Yoreh De’ah, Siman 128, replica che questa azione è permessa ai Noachidi; Shemot Rabbah 15:23; Hemdat Yisrael, Ner Mitzvah, Kundres sui Sette Precetti Noachidi, Hei (fine); Kiryat Melech sul Mishneh Torah, Hilchot Melachim 9:2.

[42]Mishneh Torah, Avodah Zarah 7:18.

[43]Shulchan Aruch, Yoreh De’ah 142, Shach, Paragrafo 33.

[44]Deuteronomio 18:10-11.

[45]Ibid. 12.

[46]Ibid. 13.

[47]Bavli Sanhedrin 56b, Rabbi Shimon e Rabbi Yossi sostengono che ai Noachidi è stato comandato di non occuparsi di stregoneria, ma Rambam non delibera secondo il loro parere in Mishneh Torah, Hilchot Melachim 9:1, e nemmeno Ramban in Torat HaShem Temimah לחלקו הקב״ה ויחד ד״ה; vedi Samag (Sefer Mitzvot Hagadol) Comandamento negativo 51.

[48]Levitico 19:4; Sefer HaChinuch, Mitzvah 213.

[49]Esodo 23:13; vedi Minchat Chinuch, Mitzvah 86, dove non è chiaro che detta proibizione sia applicabile ai Noachidi, motivo per cui ho deciso di includerla in quest’opera nella sezione “Una condotta adeguata”; vedi Sdei Chemed, Pe’at HaSadeh, sezione Gimmel, Siman 6, Paragrafo 30, dove si legge che la proibizione non si applica ai Noachidi.

[50]Esodo ibid.; Mishneh Torah, Avodah Zarah 5:10; Bavli Sanhedrin 63b, Tosafot לאדם אסור ד״ה, il commentario di Meiri להזכיר אסור ד״ה.

[51]Deuteronomio 10:20.

[52]Shulchan Aruch, Yored De’ah, Siman 237,1.

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