«Brit Shalom» – una guida pratica dei precetti noachidi

CAPITOLO UNO. CHI SONO I NOACHIDI?

Così Dio parlò a Noè e ai suoi figli insieme con lui: «Ecco, Io stabilisco il Mio patto con voi, con la vostra discendenza dopo di voi» (Genesi 9: 8-9)


  1. Il Creatore dell’universo ha separato la specie umana, nella sua unicità, da tutti gli esseri creati, come la Torah dice, secondo cui Adam è stato creato “a immagine di Dio.”[1]
  2. Secondo la tradizione ebraica, il Creatore ha stipulato un patto con gli esseri umani, che comprende essenzialmente sette precetti conosciuti come “Precetti Noachidi.”[2]
  3. Ogni persona è tenuta ad accettare la validità vincolante dei sette precetti che furono comandati ai discendenti di Noè.[3]
  4. Oltre ad accettare la validità di questi precetti, ogni persona deve osservarli nella pratica.[4]
  5. Colui che non accetta i Precetti Noachidi né li osserva è chiamato nella letteratura rabbinica “goy”[5] o “nokhrì”.[6]
  6. Chiunque accetta e osserva questi precetti è chiamato “Noachide”.[7]
  7. Chiunque accetta questi precetti dinanzi a un tribunale rabbinico composto da tre rabbini viene chiamato “ger toshav”[8] (residente straniero) e gli è permesso di stabilirsi nella Terra d’Israele.[9]
  8. Chiunque accetta questi precetti perché li riconosce come la verità della Torah di Mosè, come trasmessa ai Figli d’Israele, è chiamato “giusto tra le nazioni” e ha una parte nel mondo a venire insieme al popolo ebraico.[10]
  9. Chiunque accetta questi precetti non perché ha fede nella Torah, ma perché essi rappresentano un imperativo etico e intellettuale, è chiamato “saggio tra le nazioni”[11]
  10. I sette Precetti Noachidi sono: 1) la proibizione dell’idolatria; 2) la proibizione della bestemmia contro Dio; 3) la proibizione dell’assassinio; 4) la proibizione dell’immoralità sessuale; 5) la proibizione del furto; 6) la proibizione di mangiare un organo di un animale ancora in vita; e 7) il precetto positivo di stabilire delle corti di giustizia.[12]
  11. Questi precetti saranno spiegati in dettaglio nei prossimi capitoli.
  12. Anche se questi precetti rappresentano la base della Legge per i Noachidi, essa comprende molte altre questioni, essenziali per una vita vissuta con fede nel Creatore, quali lo studio, la preghiera, la beneficienza, il miglioramento di sé stessi, e via scorrendo.[13] Anche queste verranno dettagliate nei prossimi capitoli.
  13. Quest’opera include soltanto quei precetti riguardanti i non Ebrei, tralasciando i precetti pertinenti agli Ebrei e al loro modo di relazionarsi con i non Ebrei.

[1]Genesi 1: 26-7. La questione è stata discussa in maniera esaustiva nella letteratura rabbinica. Vedi, per esempio: Guida dei Perplessi 1:1, Maharal di Praga, Derech Chaim capitolo 3 su Mishnat Chaviv Adam (Mishnah Avot 3:14); R. Chaim Vital, Sha’arei Kedusha Parte 1; Nefesh HaChaim Porta 1.

[2]Genesi 9: 1-17; Bavli Sanhedrin 56a-b; Kuzari 3:73; Mishneh Torah, Hilchot Melachim 9:1.

[3]Mishneh Torah, Hilchot Melachim 8:10.

[4]Ibid. 11. La differenza tra accettare e osservare questi precetti sta nel fatto che colui che li accetta lo fa con l’impegno sincero di seguirli, riconoscendo che verrà giudicato sul fatto di averli osservati o meno. È osservante colui che effettivamente segue questi precetti nella pratica.

[5]Ibid. 10:10. (C’è chi insiste nella distinzione tra i due termini, da 9:9, ma questa distinzione non ci appare valida; Vedi Mishneh Torah, Ma’achlot Assurot 11:8).

[6]Vedi Deuteronomio 14:21; Mishnah Chulin 2:7.

[7]Vedi Ritva, Makkot 9:1.

[8]Mishneh Torah, ibid. 8:10. Vedi Bavli, Avodah Zarah 64b. Il testo e la procedura riguardante l’accettazione come Noachide – davanti a tre rabbini in un tribunale rabbinico – si può consultare presso il Beit Din di Brit Olam.

[9]Mishneh Torah, Isurei Bi’ah 14:7. Nei nostri tempi, quando non può essere osservato l’anno del Giubileo, la legge sul “residente straniero” si applica soltanto parzialmente. Vedi, Mishneh Torah ibid. 14:8, l’obbiezione di Ra’avad, e i commentatori ibid. e Mishneh Torah, Hilchot Avodah Zarah 10:6 con i commentari di Ra’avad e Kesef Mishneh ibid.

[10]Mishneh Torah, Hilchot Melachim 8:11; vedi Iggeret (lettera) a Rabbi Chisdai Halevi attribuita a Rambam, l’edizione di Rav Yitzchak Shilat di Iggrot Harambam, p. 681.

[11]Mishneh Torah, ibid. Vedi Iggerot Reiya (Rav A.I. Kook), Parte 1, pp. 99-100.

[12]Bavli, Sanhedrin 56a-b.

[13]Vedi l’addendum alla voce Ben-Noach della Talmudic Encyclopedia (in ebraico).

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